“L’ultima specie”, disponibile la seconda edizione (2025)

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Essendo trascorsi più di dieci anni dalla prima stesura de “L’ultima specie” (Cambi di clima, dispersioni e bugie dell’Homo sapiens), gli argomenti trattati in questo volume meritavano un aggiornamento, a fronte di centinaia di studi e ricerche che, nel frattempo, sono stati pubblicati su decine di riviste scientifiche.

Ecco la ragione di questa seconda edizione del libro, che oltre ad aver raddoppiato le pagine, arricchendosi di nuovi capitoli, è ora integrato in ogni sua parte dalle principali novità emerse dal frenetico mondo accademico. Nell’apparato di note a piè di pagina, che mancava nell’edizione precedente, è possibile conoscere immediatamente la fonte consultata per le citazioni inserite nel testo. Anche la bibliografia è stata aggiornata in tal senso, con l’elenco completo delle opere consultate per realizzare questo scritto. Rimane pressoché invariato, purtroppo, il capitolo finale.

Non resta che augurarvi buona lettura!

Sinossi:

Le migrazioni degli ominidi, rispetto a quelle degli animali, seguono tutt’altre direttrici poiché entrano in gioco una molteplicità di ragioni, ognuna delle quali, di per sé, potrebbe essere stata all’origine dei molti movimenti migratori dell’antichità. Gli storici e gli archeologi danno una certa importanza a pestilenze, carestie e guerre, ma anche le mutate condizioni climatiche (con l’ultima era glaciale, che nella fase finale richiama il diluvio universale di biblica memoria) sono assai gettonate tra gli antropologi per giustificare le numerose dispersioni del nostro passato. Eppure, all’origine delle continue migrazioni degli ominidi, soprattutto del Neandertal e dell’Homo sapiens, non è sbagliato considerare implicazioni più profonde, ad esempio quelle esistenziali e culturali, poiché queste due specie hanno dimostrato nel tempo di essere in qualche modo condizionate da questi fattori. Questi continui spostamenti di uomini, per l’insieme di ragioni che abbiamo accennato, rappresentano il fulcro delle ricerche a cui si stanno dedicando, almeno da qualche decennio, gli studiosi di molte branche scientifiche, poiché riuscire a interpretare correttamente le correnti migratorie dei nostri antenati (e non solo) significa aggiungere numerosi tasselli ancora mancanti al mosaico dell’esistenza umana su questo pianeta e fornire, finalmente, delle risposte convincenti per comprendere i lati ancora oscuri del nostro passato. Un racconto in presa diretta, una sorta di storia antica di dispersioni e migrazioni umane in cui, forse, i nostri predecessori erano alla ricerca come noi di quell’equilibrio esistenziale che sarà determinante per evitare la prossima estinzione di massa, quella dell’Homo sapiens.

 

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